La Dama del Lago - Via Cassia 117,3 Km - 01023 Rentica Viterbo -

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Il Suolo

I vigneti sono posizionati nell’arco collinare lungo il versante a nord, con un’esposizione Sud-Sud/Ovest: mentre per i vitigni a bacca bianca come Grechetto, Chardonnay, Trebbiano Giallo, Malvasia Bianca e Gialla, nonché alcune varietà autoctone sono tutte allevate da conferitori con vigneti sparsi nell’arco sud del lago verso Montefiascone. Il lago di Bolsena è fra dei laghi vulcanici più grandi in Europa: la sua storia geologica è descritta con il crollo dell’apparato vulcanico Vulsinio a seguito di forti eruzioni laviche, di circa 300.000 anni fa nel Paleozoico, che hanno prodotto un collasso del vulcano su se stesso, creando con il materiale di deposito lavico, un cratere di 113,5 km2.

Il suolo vulcanico di lapillo lavico è ricco di silicio e poggia su un fitto strato basaltico che in alcune zone affiora per erosione del terreno, mostrando il suo scheletro sottostante. Il silicio ha una grande capacità di stratificarsi con altri minerali come potassio, ferro e magnesio il che comporta la formazione di un suolo caratterizzato dalla forte presenza di minerali ma anche capace di intrappolare acqua- fenomeno questo- che non consente l’evaporazione del terreno garantendo un’ottima ritenzione idrica importante per l’apparato radicale delle piante soprattutto in periodi siccitosi. I terreni sono sciolti poiché formati da lapillo, non compatti nella vicinanza del lago, mentre nelle zone collinari e limitrofe è più evidente la roccia basaltica affiorante.

 

Una caratteristica peculiare del lago è la variazione repentina del livello dell’acqua di circa 50 cm nonché la presenza di venti marini da est verso ovest, circa 35/40 km dalla costa, che generano un moto ondoso che si infrange sulle spiagge del lago. Il vento è una parte fondamentale del microclima del lago che lo ossigena, bagna le coste e permette agli agricoltori di non incorrere in malattie come le muffe che si producono nelle vigne. La presenza stessa di questo bacino d’acqua, con la sua umidità evita le grandi escursioni termiche mitigando le basse temperature che possono intaccare la robustezza e la fioritura delle piante. In questo territorio unico, amato da viaggiatori e viticoltori, l’acqua non manca mai come il bellissimo paesaggio di vedute, borghi e strade immerse nel rigoglioso verde della natura primaverile/estiva o nell’eleganza coinvolgente dell’autunno/inverno dipinto di colori arancio-rossi.


 

 

La Lavorazione

In questo territorio si sono prodotti grandi vini grazie all'esperienza vitivinicola ed enologica che il territorio ha raggiunto nei secoli, una storicità di produzione rinomata. Le tipologie della zona sono le DOC dell’Aleatico di Gradoli, i Colli Etruschi Viterbesi e il rinomato Est!Est!!Est!!! di Montefiascone prodotto dalla cantina della Dama del Lago. Questo areale produttivo è composto da un clima favorevole e un terreno molto fertile che permettono grandi maturazioni e crescita del verde. L’umidità che avrebbe potuto generare problematiche di oidio, una malattia estiva della pianta, che grazie ai venti marini del microclima lagunare asciuga la rugiada mattutina togliendo la possibilità di proliferazione. I vigneti della cantina La Dama del Lago vengono cimati una o due volte all’anno, proprio per contenere questa vigoria esuberante della pianta e un Terroir troppo favorevole alla vegetazione.

 

Durante l’invaiatura sui due capi a frutto dell’anno di produzione vengono lasciati crescere due grappoli, mentre nei rossi vengono dimezzate le gemme di produzione per la selezione. L’inerbimento dei filari viene mantenuto fino a primavera con un cover crop, per evitare il trascinamento del suolo a valle; il diradamento svolto con un passaggio o due a seconda dell’annata. I vigneti di 4 ettari di uve a bacca rossa della tenuta sono tutti allevati a cordone speronato, mentre per le varietà a bacca bianca, gestite dai conferitor, nella zona sud del lago verso Montefiascone, vengono lavorati a Guyot.

 

Le rese della cantina in quintali per ettaro dei vigneti sono per il Cabernet Sauvignon, di circa 45, per il Sangiovese il 90, mentre per i bianchi la media è per Grechetto e Chardonnay di circa 70/80 e 100 per il Roscetto, la Malvasia e le varietà autoctone.